Quando si effettua una risonanza magnetica dorsale e cosa si vede tramite questo esame
La colonna vertebrale è una struttura fondamentale per il corpo umano la quale, oltre a sostenere il peso del tronco e della testa svolge anche altre funzioni, come quello di ammortizzare gli urti e controbilanciare la forza di gravità, oltre a proteggere il midollo spinale che scorre al suo interno.
Il rachide vertebrale è formato da 33-34 vertebre in totale, raggruppate in 5 regioni distinte. Quando si parla di rachide dorsale si fa riferimento, sostanzialmente, alla porzione centrale della colonna vertebrale costituita dalle 12 vertebre toraciche, sulle quali si articolano le coste.
Anche se più rari rispetto a quelli che colpiscono la zona cervicale o quella lombare, i disturbi legati alla colonna dorsale possono essere piuttosto severi, provocando dolore e limitazione funzionale.
Vediamo, allora, che cos'è una risonanza magnetica dorsale, cosa si vede tramite questo esame e in quali casi deve essere effettuato.
Struttura della colonna toracica e funzionamento di una RM
Come già accennato, la colonna vertebrale si divide in 5 regioni distinte: regione cervicale, regione dorsale, regione sacrale, regione lombare e regione coccigea. Il numero di vertebre varia da segmento a segmento e a livello dorsale troviamo la presenza delle 12 vertebre toraciche, identificate con la sigla T1 – T12.
Queste ossa sono localizzate nella regione del torace, dietro ai polmoni, e hanno la funzione di sostenere la gabbia toracica, articolandosi con le coste tramite le faccette articolari. Oltre a ciò, proteggono anche il midollo spinale in quel preciso tratto.
A differenza della regione cervicale o di quella lombare, il tratto dorsale è meno mobile perché viene stabilizzato proprio dalla presenza della gabbia toracica. Oltre alle vertebre, il rachide è composto anche da legamenti, muscoli, vasi sanguigni, dischi intervertebrali e radici spinali che originano proprio dalla colonna.
Prima di spiegare in cosa consiste una risonanza magnetica dorsale e cosa si vede da questo esame, è necessario introdurre il funzionamento di questa metodica di imaging diagnostico e la tecnologia che utilizza.
A differenza di una radiografia o di una tomografia, la risonanza magnetica non si basa sull'utilizzo delle radiazioni ionizzanti, bensì sui campi magnetici e sull'effetto che questi ultimi hanno sugli atomi del corpo.
All'interno degli atomi si trovano particelle microscopiche chiamate protoni, i quali ruotano attorno a un proprio asse. Quando viene applicato un campo magnetico, l’asse di rotazione dei protoni tende ad allinearsi con quello del campo stesso. Questo fenomeno rappresenta il principio di base della risonanza magnetica, ma da solo non è sufficiente per generare immagini ad alta definizione.
Infatti, una volta attivato il magnete, è necessario emettere impulsi di radiofrequenza (responsabili del caratteristico rumore prodotto dalla RM) che modificano ulteriormente l’orientamento dell’asse di rotazione dei protoni.
Questi impulsi liberano energia che viene captata da alcuni sensori, chiamati detettori, i quali inviano il segnale ad un sistema computerizzato che traduce il tutto in immagini ad alta risoluzione.
Oltre a ciò, per aumentare la risoluzione delle immagini e analizzare anatomia e morfologia di zone anche molto piccole, è possibile utilizzare un mezzo di contrasto, ovvero la somministrazione di un farmaco del tutto inerte dal punto di vista metabolico, che permette di generare un segnale più intenso e rendere più visibili strutture o lesioni del midollo o delle vertebre nel caso si sospettino malattie tumorali.
Risonanza magnetica dorsale: cosa si vede analizzando la zona toracica con questo esame
Una volta compreso il funzionamento di una RM e come si struttura la colonna vertebrale in tutte le sue regioni, possiamo spiegare perché si ricorre alla risonanza magnetica dorsale e cosa si vede dall'esame.
In pratica, si tratta di una metodologia di indagine diagnostico avanzata che consente di ottenere immagini molto dettagliate della porzione centrale del rachide, quando necessario anche con l’utilizzo di un mezzo di contrasto, e analizzare l'anatomia delle vertebre, dei dischi intervertebrali, del midollo spinale e dei tessuti circostanti. E’ preferibile abbinare lo studio della colonna dorsale a quello del tratto cervicale e/o lombare, per una adeguata conta delle vertebre, dal momento che potrebbe essere difficile numerare correttamente una vertebra dorsale senza partire dal tratto cervicale o lombare.
Con la risonanza magnetica è possibile identificare e monitorare una vastissima gamma di condizioni della colonna toracica, dalle patologie traumatiche a quelle neurologiche infiammatorie, fino alla presenza di masse o anomalie. In sintesi, attraverso questo esame è possibile accertare:
- Ernia del disco
- Fratture vertebrali
- Scoliosi o cifosi
- Lesioni traumatiche
- Stenosi del canale vertebrale
- Mielopatie
- Spondilite o discite
- Sclerosi multipla
- Tumori spinali
- Cisti o granulomi
- Metastasi ossee
Non si tratta, quindi, solo di rilevare disturbi che colpiscono le ossa vertebrali, perché la risonanza dorsale permette di valutare tutte le strutture che compongono il rachide e le loro condizioni nei minimi dettagli.
Questa metodologia di indagine viene utilizzata quando è necessario accertare un quesito diagnostico non rilevabile con esami più semplici, come una radiografia, che non permette una risoluzione adeguata, e si esegue generalmente in presenza di dolore dorsale, formicolio intorpidimento e sintomi neurologici.
Norme di sicurezza e preparazione all'esame
La risonanza magnetica è un esame non invasivo, indolore è molto sicuro, considerando che non utilizza radiazioni ionizzanti nocive, ma si basa sull'uso dei campi magnetici. Le controindicazioni sono rivolte sostanzialmente alle donne in gravidanza, per le quali è vietata.
Prima di effettuare l’esame, è necessario togliere qualsiasi oggetto metallico che potrebbe surriscaldarsi una volta attivato il magnete, e segnalare al medico o al tecnico la presenza di impianti, protesi o altri dispositivi medici in metallo, in modo da considerare se sono stati realizzati con materiale compatibile.
Infine, per quanto riguarda l'utilizzo del mezzo di contrasto, prima di procedere con la somministrazione di questo farmaco è necessario svolgere alcuni esami del sangue, in particolare quelli per i valori della creatinina, per valutare la capacità dei reni di espellere il farmaco.
Svolti questi esami bisogna comunicare al medico la presenza di eventuali allergie e presentarsi a digiuno da circa 4-6 ore. A seconda del quesito diagnostico, l'esame può durare dai 20 ai 40 minuti, con il paziente steso sul lettino e inserito all'interno del magnete.
Dove effettuare una risonanza magnetica a Roma
Se hai bisogno di sottoporti ad una risonanza magnetica, puoi rivolgerti a Clinical Medical Consulting, che offre servizi di diagnostica per immagini di alta qualità, eseguiti da personale specializzato.
Il centro dispone di un macchinario per la risonanza magnetica aperta di ultima generazione e un macchinario per la risonanza ad alto campo, in grado di fornire immagini dettagliate delle strutture anatomiche. Inoltre, puoi prenotare l’esame online, scegliendo data e ora che preferisci.
Ora che sai come funziona una risonanza magnetica dorsale e cosa si vede da questo esame, contattaci per ricevere maggiori informazioni.




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