Steatosi epatica: diagnosi ed esami per il controllo della malattia

Cosa si intende con steatosi epatica? Diagnosi e monitoraggio della condizione

Il fegato è un organo posizionato a livello addominale, estremamente importante per il corpo umano. Questa ghiandola, infatti, svolge molte funzioni fondamentali come la digestione dei grassi, il metabolismo degli zuccheri e la detossificazione delle sostanze nocive.

Esistono, purtroppo, diverse condizioni che possono compromettere la sua funzionalità, tra cui infiammazioni, infezioni e la fibrosi, cioè la sostituzione delle cellule danneggiate con tessuto cicatriziale. Un’altra condizione comune che può colpire il fegato è l’accumulo eccessivo di grasso nelle cellule epatiche, gli epatociti, nota come steatosi epatica.

Vediamo, allora, cos’è la steatosi epatica, la diagnosi per questa condizione e quali esami svolgere per tenerla sotto controllo.

Sintomi e cause della steatosi epatica: cosa porta all’accumulo di grasso negli epatociti?

La steatosi epatica, conosciuta nel linguaggio comune come “fegato grasso”, è una condizione caratterizzata dall’accumulo di grasso negli epatociti, ovvero le cellule che compongono la ghiandola epatica.

Nello specifico, si tratta di un sovraccarico funzionale dovuto ad un accumulo eccessivo di trigliceridi all'interno del fegato, che si verifica quando la fisiologica capacità degli epatociti di smaltire questi grassi viene superata. Di fatto è anche un indice del ricambio cellulare a livello epatico in quanto epatociti “giovani” risultano avere un maggior contenuto di grasso. Quindi si potrebbe affermare che un fegato grasso è rappresentato prevalentemente da epatociti giovani perché c’è un grado di mortalità degli epatociti precoce in seguito ad esposizione a sostanze che risultano tossiche (alcool, farmaci, alcuni alimenti oppure virus epatotropi).

I trigliceridi rappresentano una fonte di energia di riserva e l'organismo li immagazzina nei tessuti per utilizzarli nel momento in cui subentra una carenza energetica. Questo processo, entro certi limiti, è del tutto normale. Tuttavia, quando le scorte diventano eccessive - ovvero quando i trigliceridi raggiungono circa il 5-10% del peso del fegato - allora la condizione diventa patologica.

Esistono due tipologie principali di fegato grasso: la steatosi epatica alcolica e la steatosi epatica non alcolica.

Le cause di steatosi epatica sono varie e comprendono patologie sistemiche, abitudini di vita errate o predisposizione del soggetto. Tra le più frequenti troviamo:

  • Uso eccessivo di alcol
  • Sovrappeso e obesità
  • Insulino-resistenza
  • Diabete
  • Dieta ricca di zuccheri, carboidrati
  • Sedentarietà
  • Uso di alcuni farmaci
  • Malattie epatiche di origine virale
  • Problemi digestivi
  • Malattie metaboliche o disfunzioni ormonali

Paradossalmente, anche una rapida perdita di peso - dovuta a diete estreme o nutrizione sbagliata - può portare ad un eccessivo accumulo di trigliceridi nella ghiandola epatica.

Una delle caratteristiche della steatosi è che, nelle fasi iniziali, può non causare sintomi evidenti e, per molto tempo, può risultare totalmente silente, motivo per cui in caso di steatosi epatica la diagnosi preventiva risulta fondamentale tanto per la terapia, quanto per il monitoraggio.

Con il passare del tempo e l'aumento dei trigliceridi all'interno degli epatociti, può comparire il quadro clinico caratterizzato dai seguenti sintomi:

  • Stanchezza persistente
  • Pesantezza o dolore nella parte destra dell'addome
  • Difficoltà digestive
  • Gonfiore addominale, in alcuni casi
  • Aumento delle transaminasi

Nella maggior parte dei casi si tratta di una patologia ad andamento benigno ma, a lungo andare, se non tenuta sotto controllo, può complicarsi ed evolvere in una cirrosi epatica o una fibrosi, patologie estremamente preoccupanti che causano sintomi più gravi e disfunzione epatica.

Steatosi epatica: diagnosi ed esami consigliati

La diagnosi della steatosi epatica parte sicuramente dagli esami del sangue, utili ma non conclusivi per valutare il grasso accumulato nel fegato.

Anche l'ecografia può essere indicativa ma, per una valutazione quantitativa precisa - anche rispetto alla percentuale di grasso accumulato negli epatociti - è necessario svolgere un tipo di esame diverso, chiamato elastografia epatica o fibroscan.

Il fibroscan utilizza una sonda e un gel conduttore, come accade proprio in un’ecografia ma, a differenza di quest’ultima, non si basa sull'utilizzo degli ultrasuoni ma su un tipo di tecnologia che utilizza la vibrazione controllata (VCTE) per misurare la propagazione di onde meccaniche nel fegato. In pratica, la sonda è in grado di inviare un impulso meccanico che attraversa il fegato e misura la velocità con cui quest’onda meccanica si propaga.

In caso di steatosi, non si misura la rigidità (kPA) come per la diagnosi di fibrosi epatica, ma il Controlled Attenuation Parameter (CAP), espresso in decibel per metro, che quantifica con precisione il contenuto di grasso. Si tratta di un esame essenziale tanto nella ricerca della steatosi epatica e sua diagnosi, quanto nel follow-up.

Considerando che questa patologia tende a rimanere asintomatica per lunghi periodi, infatti, è necessario un monitoraggio continuo dei livelli di grasso negli epatociti, in modo da aggiustare eventuali terapie o abitudini di vita per ridurre l'accumulo dei trigliceridi.

I vantaggi del fibroscan sono moltissimi: prima di tutto, riduce la necessità di ricorrere a procedure invasive come una biopsia; inoltre, permette di monitorare la risposta ai cambiamenti dello stile di vita e alle terapie ed è in grado di individuare una steatosi epatica anche molto precoce.

Si tratta quindi di un esame non invasivo, indolore e con pochissime controindicazioni, tra cui il fatto che non è possibile effettuare lo studio in persone che presentano ascite importante. L’esame si svolge con il paziente steso sul lettino, a cui viene raccomandato di presentarsi a digiuno da almeno 4 ore ed evitare pasti abbondanti o ricchi di grassi nelle ore precedenti.

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Abbiamo visto come la ricerca della steatosi epatica e la sua diagnosi siano aspetti molto importanti nell’andamento di questa patologia, poiché il fatto che non presenti sintomi in fase avanzata può portare a sottovalutarla.

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