Fibroscan: qual è la preparazione all'esame e come leggere i valori di riferimento

Come valutare la funzionalità del fegato tramite il fibroscan e la preparazione all’esame

Valutare la corretta funzionalità degli organi interni è essenziale per stabilire l’eventuale presenza di patologie o disturbi che possono alterare lo stato di buona salute dell’organismo.

Analisi del sangue e visite regolari sono sicuramente strumenti di prevenzione efficaci ma, per ottenere una valutazione anatomo-morfologica più completa è necessario indagare con esami specifici.

Il fegato, ad esempio, è un organo estremamente prezioso perché assolve a moltissime funzioni e non sempre i disturbi da cui è affetto tendono a manifestare i sintomi sin dall’inizio, motivo per cui effettuare analisi di controllo periodiche è sempre la scelta migliore.

Vediamo, allora, come funziona il fibroscan, la preparazione per questo esame e quali patologie epatiche è in grado di individuare.

Utilizzo degli ultrasuoni e delle onde elastiche per la valutazione della funzionalità epatica

Prima di concentrarci nello specifico sulla modalità di esecuzione dell'esame fibroscan, sulla preparazione e i valori di riferimento, vediamo come funziona questa metodica di indagine diagnostica e per quali patologie viene utilizzata.

Il fibroscan, chiamato anche elastografia epatica, è una metodica radiologica che si basa sull'utilizzo di una sonda ad ultrasuoni in grado di emettere un impulso che viene propagato nell'organo. In pratica, durante l’esame, questa sonda viene posizionata sulla pelle del costato destro per inviare onde elastiche al fegato; il ritorno di tali onde viene misurato tramite gli ultrasuoni.

La velocità dell'onda è correlata alla fibrosi del fegato, ovvero alla rigidità di quest'organo e la quantità di tessuto cicatriziale associato a varie malattie, oltre che al grado di accumulo di grasso sull’organo. Il fibroscan, quindi, permette di accertare e monitorare l’andamento di diverse patologie, tra cui:

  • Epatite C
  • Epatite B
  • Epatopatia alcolica
  • Steatosi epatica
  • Cirrosi epatica
  • Eventuali complicazioni pre e post trapianto di fegato

Si tratta di un esame molto semplice e veloce, simile ad un'ecografia addominale e assolutamente indolore.

Inoltre, il fegato è un organo relativamente superficiale che si trova ad una profondità di circa 2.5 cm al di sotto della superficie cutanea, ciò permette ai medici di poter eseguire l'esame su quasi tutte le tipologie di pazienti, anche tramite l'utilizzo di sonde XL nei soggetti in forte sovrappeso.

L'unica vera limitazione è riservata ai soggetti che presentano ascite, un accumulo di liquidi contenente proteine nella cavità addominale, sintomo tipico, ad esempio, della presenza di ipertensione nelle vene che trasportano il sangue al fegato.

Fibroscan: preparazione all'esame e valori di riferimento

Per quanto riguarda l’esame fibroscan, la preparazione è molto semplice e non richiede misure particolari. Il paziente dovrà presentarsi in ambulatorio a digiuno da almeno due ore e verrà poi fatto stendere su un lettino con il braccio destro alzato e collocato dietro la nuca.

Le misurazioni vengono eseguite attraverso una sonda, sulla cui superficie viene applicato un gel conduttore, il quale viene posto anche nella zona intercostale, sopra il lobo epatico destro.

Si tratta di un esame indolore, non invasivo ed è praticabile sempre anche nelle donne in gravidanza o nei soggetti in forte sovrappeso, magari utilizzando sonde più precise, in grado di inviare e ricevere segnali più forti. L'unica vera limitazione, come già accennato, riguarda la presenza di liquido ascitico, perché le onde elastiche non si propagano nei liquidi o di ipertransaminasemia, ovvero un alto livello di transaminasi nel sangue, perché in questo caso i risultati potrebbero essere falsati o poco attendibili.

Una volta eseguita la metodica fibroscan, i valori di riferimento sono indicativi del grado di rigidità del fegato, parametro utilizzato per stimare il grado di fibrosi epatica, e vengono espressi in kilopascal (kPa).

I valori che vanno tra i 7 kPa e i 13 kPa si associano a vari gradi di fibrosi epatica, indicativi di diverse patologie. In genere, vengono eseguite almeno 10 misurazioni e il campione ottenuto, per essere affidabile, deve essere pari almeno al 60% del numero di misurazioni totali acquisite.

Dove effettuare un esame fibroscan a Roma

Se anche tu hai bisogno di sottoporti a questo esame per lo studio del fegato, puoi affidarti alla professionalità di Clinical Medical Consulting, che offre servizi di imaging radiologico, ecografico e diagnostica per immagini eseguiti da personale altamente qualificato tramite attrezzatura all'avanguardia.

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Ora che sai cos’è il fibroscan, la preparazione a questo esame e i valori di riferimento di questa metodica, contattaci per ricevere maggiori informazioni.

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