Quando fare una entero-risonanza? Cosa vede e tutte le indicazioni sull’esame
La risonanza magnetica è uno degli esami diagnostici più avanzati e precisi per ottenere immagini dettagliate dell’anatomia e della morfologia del corpo umano. Grazie alla sua tecnologia, riesce a studiare con accuratezza anche zone complesse e soggette a movimenti, difficili da valutare con altre tecniche.
L’entero-risonanza, in particolare, consente uno studio approfondito e non invasivo dell’intestino tenue e dei tessuti circostanti. Questo esame è fondamentale per identificare infiammazioni, lesioni o altre patologie che interessano questa zona delicata.
Vediamo, quindi, cos’è l’entero-risonanza, cosa vede l’esame e quando è consigliato eseguirlo.
Cos’è l’intestino tenue e perché si utilizza l’entero-RM per il suo studio
Prima di approfondire cos'è una entero-risonanza e cosa vede questo esame, facciamo una piccola introduzione rispetto agli organi studiati.
L’intestino tenue è uno dei tratti più lunghi e complessi dell’apparato digerente, lungo circa 6 metri, caratterizzato da pareti sottili e movimenti continui che ne complicano l’indagine con le tecniche radiologiche tradizionali.
La RM permette ai medici di visualizzare con estrema precisione l'intera estensione dell'intestino tenue, includendo mucose, pareti, lume intestinale e tutti i tessuti circostanti. Inoltre, è anche in grado di fornire informazioni preziose su altri distretti collegati, come l'intestino crasso o il mesentere.
Tutto ciò è utile per valutare, diagnosticare e monitorare malattie come:
- Colite ulcerosa e malattia di Crohn
- Altre infiammazioni croniche dell'intestino
- Stenosi o restringimenti del lume intestinale
- Ulcere o lesioni della mucosa
- Masse o tumori intestinali
- Ascessi e fistole
Inoltre, grazie alla capacità della risonanza magnetica nucleare di valutare i tessuti molli, anche quando sono in movimento, è preziosa per lo studio delle alterazioni funzionali o problemi legati alla motilità intestinale.
Le malattie infiammatorie croniche dell’intestino richiedono controlli periodici; per questo una metodica che non utilizza radiazioni ionizzanti, come la risonanza magnetica, è una scelta più sicura e adatta a monitoraggi frequenti.
Entero-risonanza: cosa vede e come funziona l’esame
Come anticipato, la risonanza magnetica nucleare sfrutta campi magnetici per ottenere immagini tridimensionali ad alta definizione andando ad agire sull’asse di rotazione dei protoni presenti negli atomi del corpo.
Più nel dettaglio, in una situazione normale i protoni ruotano su un'asse predefinito ma, nel momento in cui viene inserito un campo magnetico, questo asse varia e si allinea proprio a quello del magnete.
Vengono quindi inviati sul corpo impulsi mirati di onde radio (responsabili del rumore tipico della RM), che fanno continuare a cambiare la direzione dell'asse, per poi tornare allo stato iniziale quando gli impulsi vengono spenti. Questo continuo movimento rilascia energia che viene captata dal macchinario e tradotta in immagini ad alta definizione che permettono lo studio accurato del distretto corporeo.
I risultati di una entero-risonanza e cosa si vede tramite questa metodica dipendono proprio dal meccanismo appena descritto. In più, durante l’entero-risonanza, spesso si usa un mezzo di contrasto, un farmaco inerte dal punto di vista metabolico somministrato per via orale o endovenosa, per migliorare la qualità delle immagini e mettere in risalto particolari tessuti o lesioni.
Poiché l’intestino tenue è in continuo movimento, l’entero-risonanza in preparazione può richiedere anche la somministrazione da parte del medico di un farmaco miorilassante per ridurre la motilità intestinale, e migliorare così la nitidezza delle immagini.
Le controindicazioni dell’entero-risonanza sono praticamente nulle, fatto salvo la raccomandazione di non effettuare questo esame durante il periodo della gravidanza o in pazienti portatori di pacemaker, e di togliere qualsiasi tipo di oggetto e accessorio metallico che potrebbe interferire con le immagini o surriscaldarsi, risultando così molto pericoloso.
Lo stesso discorso vale anche per tutti gli altri dispositivi medici che non risultino compatibili con il macchinario per la RM.
Quando viene utilizzato il mezzo di contrasto, invece, le raccomandazioni aumentano: è necessario fornire al medico un'anamnesi dettagliata, comprese eventuali allergie a farmaci o al contrasto stesso ed effettuare un esame del sangue per valutare i livelli di creatinina, essenziale per comprendere la capacità dei reni di eliminare il radiofarmaco.
Per quanto riguarda l’esame di entero-risonanza e come si svolge, il paziente viene fatto sdraiare su un lettino, che scorre fino a posizionarsi dentro al tunnel del magnete, dove rimarrà per il tempo necessario allo svolgimento dello stesso, generalmente dai 25 ai 60 minuti.
Dove effettuare un’entero-risonanza magnetica a Roma
Se hai bisogno di sottoporti ad un esame di risonanza magnetica, puoi affidarti alla professionalità di Clinical Medical Consulting, centro specializzato in servizi di imaging radiologico, ecografico e diagnostica per immagini con macchinari all’avanguardia e personale altamente qualificato.
Il centro dispone di tutti gli strumenti per eseguire una RM ad alto campo, con attrezzatura di ultima generazione che garantiscono immagini di alta risoluzione in un ambiente confortevole. Inoltre, puoi anche prenotare l'esame online, scegliendo la data e l'orario che preferisci.
Ora che sai cos’è l’entero-risonanza, cosa si vede e quando farla, contattaci per ricevere maggiori informazioni.




Commenti