Tutto quello che c’è da sapere sull’ipertrofia prostatica benigna, dai sintomi agli esami da effettuare
Qualsiasi struttura, tessuto, organo o apparato del corpo umano è formato da cellule specializzate e organizzate in modo da svolgere funzioni ben precise in base all'organo e al tessuto in cui si trovano.
Le cellule dell'organismo sono in grado di autoregolarsi attraverso vari meccanismi ma, in alcuni casi, sono influenzate da fattori interni o esterni, e possono aumentare in maniera non controllata sia di volume che di numero.
In sintesi, questo meccanismo appena descritto è alla base delle formazioni tumorali. Tuttavia, esistono condizioni in cui l’aumento del numero di cellule avviene per cause fisiologiche e benigne, come nell’ipertrofia prostatica.
Vediamo, allora, come si caratterizza l’ipertrofia prostatica benigna, i sintomi di questa condizione e quali esami effettuare.
Ipertrofia prostatica benigna: manifestazioni e caratteristiche
Prima di parlare dell’ipertrofia prostatica benigna e dei sintomi relativi a questa condizione è necessario fare una premessa.
Iperplasia e ipertrofia sono termini che indicano un aumento del volume di un organo ma, mentre nel primo caso questo accade per un aumento del numero delle cellule che lo compongono, nel secondo si assiste invece ad un aumento del volume delle singole cellule.
Sebbene anche nel linguaggio clinico viene spesso accettato il termine ipertrofia prostatica, quello corretto da utilizzare sarebbe iperplasia, perché l'aumento di volume della prostata è determinato da un aumento del numero di cellule.
Parlando della prostata, invece, possiamo dire che si tratta di un piccolo organo di forma rotondeggiante esclusivo dell'apparato genitale maschile. Posizionata nella pelvi, appena sotto la vescica e davanti al retto, questa ghiandola esocrina circonda il tratto superiore dell'uretra e svolge la funzione di contribuire a produrre lo sperma, in quanto secerne una parte del liquido seminale.
L'ipertrofia prostatica è un'alterazione molto frequente, specialmente tra gli anziani, caratterizzata dalla proliferazione del tessuto prostatico che, con il passare del tempo, può superare anche di due o tre volte le sue normali dimensioni.
L'aspetto più importante che riguarda questa condizione è che si tratta di un ingrossamento del tutto benigno e non patologico, anche se può provocare diversi disturbi, soprattutto perché l'aumento di volume della prostata può comprimere l'uretra e causare disfunzioni dell'apparato urinario, in particolare:
- Minzione intermittente
- Diminuzione della forza del getto ordinario
- Minzione lenta e dolorosa
- Sensazione di incompleto svuotamento della vescica
- Aumento della frequenza delle minzioni diurne notturne
- Sangue nelle urine o nel liquido seminale
- Problemi nell'erezione
- Ritenzione urinaria
Insomma, sebbene si tratti di una condizione benigna può comportare diversi problemi che possono anche influenzare la vita di chi ne soffre, anche se i sintomi dipendono da caso a caso e sono correlati alle dimensioni che assume questa ghiandola.
Come già accennato, si tratta di un'alterazione molto frequente negli uomini in età avanzata ed è una tipica malattia associata all’età, che tende a manifestarsi prevalentemente dopo i 50 anni e raggiunge l'incidenza maggiore tra i 70 e gli 80. Per quanto riguarda l'iperplasia prostatica benigna le cause sono da imputare quasi del tutto al normale processo di invecchiamento.
Con la vecchiaia infatti, questa ghiandola tende spontaneamente ad aumentare di volume, particolarmente in risposta agli squilibri tra gli ormoni androgeni e gli estrogeni. Tuttavia, esistono alcuni fattori di rischio che possono influenzare l’insorgenza di questa patologia, tra cui:
- Familiarità
- Diabete
- Malattie cardiovascolari
- Obesità
- Inattività fisica
In caso di iperplasia prostatica benigna, la terapia è fondamentale perché, se non curata, la prostata può raggiungere dimensioni molto importanti e aumentare la gravità dei sintomi, motivo per cui è necessario sottoporsi a controlli frequenti, specialmente in età avanzata.
Ipertrofia prostatica benigna: dai sintomi alla diagnosi
Dal punto di vista clinico, la caratterizzazione dell'ipertrofia prostatica benigna e i sintomi associati a questa condizione possono riguardare anche altre patologie del tratto urinario.
Oltre a ciò, l'aumento di volume dell'organo deve essere sempre seguito con molta attenzione perché, anche se si tratta di una condizione benigna, il monitoraggio continuo permette di escludere altre patologie.
Per quanto riguarda la prevenzione, il monitoraggio e la diagnosi di varie condizioni della prostata, tra cui anche l'iperplasia prostatica, il gold standard è rappresentato sicuramente dalla risonanza magnetica multiparametrica.
Questa metodica di indagine radiologica è in grado di rilevare qualsiasi tipo di disturbo che colpisce la prostata, dall'aumento di volume, alla presenza di eventuali lesioni, attraverso l'utilizzo dei campi magnetici e di un mezzo di contrasto.
Una normale risonanza magnetica nucleare si basa sullo studio di un distretto anatomico partendo dal presupposto che ci sono atomi all'interno del corpo che ruotano attorno ad un'asse. Nel momento in cui viene applicato un campo magnetico, l'asse di rotazione di atomi cambia e si allinea a quello del magnete. Attraverso l'invio di impulsi di frequenza, l'asse di rotazione continua a cambiare per poi tornare alla posizione iniziale.
Questa variazione degli atomi rilascia energia che viene captata da alcuni sensori e inviata ad un sistema computerizzato, capace di trasformare il tutto in immagini tridimensionali ad alta risoluzione.
La risonanza prostatica multiparametrica non è altro che una risonanza ad alto campo, ovvero che utilizza magneti ad alta intensità (da 1,5 a 3 Tesla), in modo da aumentare la precisione diagnostica e analizzare i tessuti fin nei minimi particolari.
Inoltre, la definizione delle immagini, in genere, viene aumentata utilizzando un farmaco paramagnetico per via endovenosa, in modo da avere la certezza di identificare qualsiasi tipo di problema che può colpire questa ghiandola valutando la capacità dei noduli maligni di “impregnarsi” del mezzo di contrasto.
Preparazione e svolgimento dell'esame
Una risonanza magnetica ad alto campo prevede le stesse norme di preparazione di un normale esame RM, ovvero la rimozione di tutti gli oggetti metallici che potrebbero surriscaldarsi durante l'applicazione del campo .
Nel caso specifico, ovvero quello della risonanza multiparametrica per l'analisi della prostata, si raccomanda di eseguire una piccola pulizia del retto attraverso un clistere da eseguire il giorno prima o la mattina dell'esame, a seconda delle indicazioni del medico radiologo che seguirà l’esame.
L’'utilizzo di un mezzo di contrasto può essere autorizzato solo dopo che il paziente ha eseguito un esame del sangue, in particolare per valutare i livelli di creatinina e la capacità dei reni di filtrare ed eliminare questo farmaco. Infine, è necessario anche avvertire il medico di eventuali allergie.
Dove prenotare una risonanza prostatica a Roma
La diagnosi e il monitoraggio di condizioni come l’ipertrofia prostatica benigna sono fondamentali per evitare la degenerazione di questo disturbo e l'aumento della sintomatologia.
Se hai necessità di sottoporti a questo esame in modo sicuro, affidabile e conveniente, scegli il centro diagnostico Clinical Medical Consulting, che ti offre servizi di diagnosi per immagini di alta qualità, con personale qualificato e attrezzature all’avanguardia.
Il centro dispone di una risonanza ad alto campo, che garantisce una precisione e risoluzione delle immagini molto accurata. Inoltre, il centro offre la possibilità di prenotare l'esame online, scegliendo la data e l'orario a te più comodi.
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