Come diagnosticare un tumore primitivo al cervello con esami radiologici
Quando si tratta di patologie tumorali, una diagnosi precoce è essenziale per iniziare tempestivamente le terapie e aumentare le chance di guarigione dei pazienti.
Infatti, le neoplasie tendono ad avere un esordio, nella maggior parte dei casi, lento e costante e, a seconda dell'organo da cui hanno origine, possono crescere anche per anni prima di manifestare i loro sintomi.
Quindi, individuare in tempi utili le formazioni tumorali significa evitare che questa massa di cellule cresca troppo e vada a danneggiare seriamente gli organi o, ipotesi ancora peggiore, che dal tumore partano le metastasi per diffondersi in tutto il corpo.
Quando si tratta del cervello poi, l’area ristretta e l'importanza che questo organo ricopre per l'intero funzionamento del corpo umano rendono necessaria un'individuazione rapida e un intervento tempestivo, in modo da evitare conseguenze estremamente gravi.
Vediamo, allora, come si esegue la diagnosi per un tumore primitivo al cervello e quali sono gli esami strumentali indicati.
Che cos'è un tumore e in che modo si distingue
La definizione di tumore primitivo al cervello indica quella che è la distinzione più superficiale delle neoplasie e lo differenzia dal secondario.
Per capire il tumore primitivo cosa significa, è necessario conoscere l'anatomia e la fisiologia delle neoplasie. Fondamentalmente il tumore è una massa di cellule danneggiate che perde la capacità di controllare il proprio grado di crescita e la morte cellulare programmata (apoptosi).
In pratica, ogni cellula segue un percorso più o meno definito. Semplificando, possiamo dire che ogni cellula del corpo umano cresce, si divide, va incontro a danneggiamento o invecchiamento e infine muore.
Tutti questi processi sono regolati da segnali ben specifici che dicono alla cellula quando e quanto crescere e dividersi o quando morire, attraverso quel meccanismo chiamato apoptosi.
Una cellula tumorale non risponde più a questi segnali e comincia a dividersi e ad ingrandirsi sempre di più, aggregandosi ad altre cellule tumorali formando una massa che va a comprimere l'organo, i vasi sanguigni, i nervi o gli apparati.
Un tumore primitivo al cervello non è altro che una massa tumorale che si sviluppa direttamente dal tessuto nervoso cerebrale e può avere origine da:
- Nervi cranici
- Vasi cerebrali
- Meningi
- Ipofisi
Il cervello è costituito da una parte alta suddivisa in due emisferi, destro e sinistro, a loro volta organizzati in quattro lobi e una parte bassa, dove si trovano cervelletto e tronco encefalico. In ognuna di queste zone può avere origine quell’agglomerato di cellule che viene definito neoplasia.
Dal momento che questo organo assolve tantissime funzioni, un tumore primitivo al cervello genera sintomi estremamente variabili e spesso confusi con altre patologie. Inoltre, le manifestazioni dipendono anche dalla localizzazione e dalle dimensioni ma, linea generale, i disturbi possono includere:
- Mal di testa
- Nausea o vomito
- Problemi di vista
- Perdita graduale della sensibilità o della capacità di movimento
- Problemi di equilibrio
- Confusione
- Cambiamenti della personalità
- Difficoltà nel parlare
- Crisi neurologiche
L’elemento chiave per l'individuazione di questa patologia è il fatto che ogni gruppo di neuroni del cervello è responsabile di una funzione specifica e la presenza di un tumore va proprio ad intaccare quella specifica funzione.
Quando succede ciò, però, il tumore è cresciuto abbastanza da aver creato una compressione dell'encefalo o aver infiltrato i tessuti cerebrali quindi, la cosa migliore per il paziente è quella di riuscire a individuare la presenza di un tumore primitivo al cervello prima che questo determini l'insorgenza di manifestazioni sintomatiche.
Tumore primitivo al cervello: quali sono gli esami indicati per la sua diagnosi
Diagnosticare un tumore primitivo al cervello in tempi precoci è essenziale per riuscire a mettere in campo terapie efficaci ed evitare conseguenze spiacevoli per il paziente o esiti negativi della patologia.
In particolare, individuare questa massa cellulare in breve tempo significa evitare che cresca e vada a danneggiare strutture vitali.
Effettuare una risonanza magnetica all'encefalo permette di diagnosticare con assoluta certezza la presenza di un tumore, poiché questa metodica che sfrutta i campi magnetici è in grado di studiare l'anatomia e la morfologia dell'encefalo, del tronco encefalico e del cervelletto, analizzando in maniera accurata tutte delle parti che abbiamo precedentemente citato, le quali vanno a formare questo organo.
L'utilizzo dei campi magnetici si basa essenzialmente su un fenomeno fisico, ovvero il cambiamento dell'asse di rotazione dei protoni presenti all'interno del nostro corpo e dei nostri atomi.
Quando si applica un magnete, l'asse di rotazione dei protoni cambia e si allinea con quello del magnete e, successivamente, quando viene applicato un impulso di radiofrequenza sul corpo, l'asse di rotazione cambia ancora e poi torna allo stato iniziale una volta che l'impulso si ferma.
Questo continuo cambiamento di conformazione rilascia energia che viene captata da un sistema computerizzato in grado di tradurre il tutto in immagini tridimensionali ad alta risoluzione.
Oltre a ciò, è possibile anche utilizzare un mezzo di contrasto per evidenziare con maggiore precisione tutte le strutture che si stanno studiando, incrementando anche quella che è la definizione delle immagini e la possibilità di individuare elementi molto piccoli, come un tumore primitivo al cervello in fase di sviluppo.
Questo esame permette di effettuare una diagnosi precoce per il tumore al cervello, valutarne le dimensioni, la localizzazione e molte delle sue caratteristiche, in modo da poter mettere in campo una strategia terapeutica immediata.
Preparazione e svolgimento dell'esame
La risonanza magnetica nucleare è un esame indolore, non invasivo e anche privo di controindicazioni, ma è comunque vietato alle donne in gravidanza e ai portatori di pace maker.
Tuttavia, esistono delle raccomandazioni che riguardano gli oggetti metallici, che devono essere tolti prima di entrare all'interno del macchinario, perché potrebbero surriscaldarsi durante l'applicazione del campo magnetico.
Inoltre, anche protesi, chiodi e altri elementi chirurgici inseriti nel corpo umano sono soggette a questa restrizione, fatto salvo quelle che vengono realizzate con materiali compatibili con la risonanza.
A queste raccomandazioni se ne aggiungono altre nel momento in cui si decide di utilizzare un mezzo di contrasto. In questo caso, è necessario avvertire il medico di allergie accertate a farmaci, ed è necessario sostenere degli esami del sangue per verificare la corretta funzionalità renale, attraverso il dosaggio della creatinina.
Prima dell'esame con mezzo di contrasto, che viene iniettato per via endovenosa, è necessario osservare un digiuno di almeno 4 ore. A questo punto, il paziente viene fatto sdraiare sul lettino mobile e viene inserito all'interno del tubo per eseguire l'esame.
Dove effettuare una RMN a Roma
Se hai bisogno di sottoporti ad una risonanza magnetica, affidati a Clinical Medical Consulting, che mette a disposizione dei pazienti medici specializzati e strumenti di ultima generazione.
Il centro dispone anche di macchinari per la risonanza magnetica aperta, in grado di fornire immagini dettagliate delle strutture anatomiche. Inoltre, potrai prenotare l’esame online, scegliendo data e ora che preferisci.
Ora che sai cos’è un tumore primitivo al cervello e quali esami effettuare per la sua diagnosi, contattaci per ricevere maggiori informazioni.




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