Come funziona la risonanza magnetica Whole Body e quando può essere utile
La risonanza magnetica Whole Body è un esame diagnostico richiesto sempre più di frequente, poiché consente di analizzare l'intero corpo umano in una singola indagine. Ma come funziona e quali sono i casi in cui viene prescritta?
Se devi sottoporti a questo esame oppure vuoi conoscere tutte le informazioni legate a questa tipologia di RM, è normale chiedersi se sia invasivo, se richiede una preparazione particolare o quali sono le informazioni in più che riesce a fornire rispetto ad una normale risonanza.
In linea di massima, la RM Whole Body viene consigliata quando è necessario avere una visione completa dell'organismo, come nel caso del monitoraggio di patologie sistemiche o sospetti di malattie oncologiche.
È importante chiarire però che non si tratta di un esame generico da fare alla leggera, perché viene prescritto quando esistono motivazioni specifiche e un vantaggio diagnostico oggettivo. Vediamo allora tutto quello che c'è da sapere.
Come funziona un RM e i vantaggi di eseguirla su tutto il corpo
In generale, la risonanza magnetica nucleare è un esame di diagnostica per immagini che utilizza un campo magnetico e onde radio per ottenere una fotografia (in realtà moltissime fotografie) del corpo umano.
Il suo funzionamento segue un principio fisico ben definito:
- Il macchinario genera un potente campo magnetico che allinea i protoni (piccole particelle presenti nell'acqua del nostro corpo).
- Vengono inviati impulsi radio che modificano temporaneamente l'orientamento di questi protoni.
- Quando l'impulso si spegne, i protoni tornano alla posizione originale rilasciando energia. Questa energia viene catturata e trasformata da potenti computer in immagini tridimensionali ad altissima risoluzione.
A differenza di una TAC o delle radiografie, questo esame non utilizza radiazioni ionizzanti, motivo per cui viene considerato estremamente sicuro e ben tollerato.
Ma quando è indicata la RM Whole Body? Questa variante dell'esame tradizionale prevede l'acquisizione di immagini su più distretti corporei in un'unica seduta. Quindi, invece di concentrarsi su un singolo distretto, come la colonna vertebrale, il ginocchio o l'addome, la RM Whole Body esplora l'intero organismo, con un focus indirizzato sulle aree di maggiore interesse.
Il risultato è un'indagine ampia e molto dettagliata, particolarmente utile quando il quesito diagnostico è quello di monitorare condizioni che possono coinvolgere più distretti o una patologia diffusa. Ma attenzione: non si tratta di un check-up completo, perché la sua efficacia dipende proprio dal quesito diagnostico e dalla richiesta del medico.
Risonanza magnetica Whole Body: cosa si vede e come prepararsi all’esame
Come accennato, non si tratta di un esame per un check-up completo, ma di una metodica utilizzata ad uno scopo ben preciso, ovvero quello di valutare una serie di condizioni che coinvolgono più distretti corporei o monitorare malattie diffuse in tutto l'organismo.
In linea generale, le principali applicazioni cliniche per la risonanza magnetica Whole Body sono:
- Valutazione di patologie oncologiche
- Patologie del midollo osseo
- Valutazione di lesioni ossee o muscolari multiple
- Monitoraggio di condizioni croniche
Quanto appena descritto è un quadro molto generale ma, è bene dire che la risonanza magnetica Whole Body negli ultimi anni è entrata nella pratica clinica dei pazienti oncologici, sia per il monitoraggio della patologia, sia come esame di screening. In particolare, è indicata:
- In soggetti con predisposizione genetica a sviluppare tumori
- Nei linfomi e nei mielomi
- Ricerca di metastasi occulte
Non si tratta comunque di una metodica che va a sostituire i naturali percorsi di screening oncologico, che spesso vengono consigliati in base ai fattori di rischio, ma riguarda una ricerca più approfondita in alcuni esiti diagnostici.
La preparazione per una RM Whole Body segue le stesse regole indicate per una risonanza tradizionale, ma richiede una particolare attenzione ai dettagli visto l'ampio raggio d'azione:
| Cosa fare | Perché? |
|---|---|
| Rimuovere oggetti metallici | Gioielli, piercing e orologi possono interferire con il magnete o surriscaldarsi. |
| Eseguire esami della creatinina | Se è previsto il mezzo di contrasto , serve a verificare che i reni funzionino bene. |
| Comunicare la presenza di protesi | Pacemaker o protesi metalliche non compatibili sono controindicazioni assolute. |
| Segnalare eventuali allergie | Fondamentale se si utilizza il gadolinio (mezzo di contrasto paramagnetico). |
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Glossario
- Quesito clinico: è la domanda diagnostica alla quale il medico vuole rispondere svolgendo esami, ovvero il motivo per cui un'indagine viene prescritta.
- Campo magnetico: la forza utilizzata dalla RM per allineare i protoni del corpo e ottenere immagini.
- Radiazioni ionizzanti: tipo di radiazioni utilizzate in TAC e radiografie.
- Mezzo di contrasto: sostanza somministrata durante alcuni esami per rendere più visibili i tessuti, organi e lesioni.




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