Da cosa dipendono, quali sono i disturbi della tiroide e come rilevarli tramite gli esami diagnostici
La tiroide è una delle ghiandole endocrine più importanti di tutto il corpo umano, posizionata nella regione anteriore del collo, davanti alla trachea, è caratterizzata da una forma a farfalla e svolge il ruolo di produzione di alcuni ormoni.
L'importanza della tiroide risulta dal fatto che gli ormoni rivestono un ruolo fondamentale nel funzionamento del corpo umano e, in particolare, nella regolazione delle funzioni metaboliche.
Oltre a questo compito, gli ormoni tiroidei incidono anche su funzioni fondamentali, tra cui il battito cardiaco, la temperatura corporea e la crescita. Insomma, nel momento in cui la tiroide non funziona bene, le conseguenze possono essere davvero spiacevoli.
Vediamo, allora, quali sono i disturbi della tiroide, da cosa sono determinati e attraverso quali esami è possibile diagnosticarli.
Le patologie della tiroide e il ruolo degli ormoni
Come anticipato, la grande importanza della tiroide è dovuta al fatto che questa ghiandola endocrina secerne tre ormoni molto importanti per l'organismo: la triiodotironina (T3), la tiroxina (T4) e la calcitonina.
Mentre dai primi due ormoni dipende il metabolismo basale, ovvero l'energia minima necessaria al corpo per svolgere le funzioni vitali, la calcitonina regola la concentrazione di calcio nel sangue.
In linea di massima, le patologie della tiroide possono essere legate a un'alterazione della sua funzione, con un'insufficiente produzione o un’iperproduzione di ormoni, oppure alla comparsa di formazioni all'interno della ghiandola.
Questi disturbi colpiscono maggiormente le donne, in cui sono da 5 a 10 volte più frequenti rispetto agli uomini e possono manifestarsi anche in assenza di sintomi o con sintomi aspecifici, fattore che rende molto difficile la loro identificazione.
Per cercare di capire quali sono i disturbi della tiroide più frequenti, possiamo citare quelli che insorgono nella popolazione con frequenza maggiore, ovvero:
- Ipertiroidismo
- Ipotiroidismo
- Gozzo
- Noduli nella tiroide
- Tumori della tiroide
Se i primi due sono di facile intuizione e dipendono da un eccesso in circolo di ormoni tiroidei, con inevitabili conseguenze sul metabolismo, nel primo caso, e da un'insufficiente produzione di ormoni che rallenta i processi metabolici, nel secondo caso. Il gozzo invece, riguarda un ingrossamento della ghiandola in cui il tessuto viene sostituito da tessuto fibroso cicatriziale.
Oltre a ciò, esistono anche altre patologie della tiroide, come quelle derivanti da infiammazioni di probabile origine virale o patologie autoimmuni, come nella tiroide di Hashimoto.
Per quanto riguarda i sintomi, questi variano a seconda del tipo di patologia presente e dall'impatto che questa provoca sull'organismo, così come le cause.
Quali sono i disturbi della tiroide e come eseguire una diagnosi
Ora che abbiamo capito quali sono i disturbi della tiroide che compaiono con maggior frequenza, da cosa possono dipendere e in che modo influiscono sull'organismo, passiamo alle tecniche di indagine utilizzate nella loro diagnosi.
Quando si parla di come riconoscere i disturbi della tiroide, esistono sostanzialmente due metodologie di indagine che permettono di avere un quadro completo della situazione.
La prima prevede esami del sangue per valutare i livelli di ormoni tiroidei presenti nell'organismo, specialmente T4 e TSH, ovvero l'ormone tireostimolante secreto dall'ipofisi, una ghiandola posta all'interno del cranio che controlla proprio la produzione degli ormoni tiroidei.
Tuttavia, per andare ad analizzare anatomia e morfologia della ghiandola tiroidea è necessario eseguire un'ecografia, che permette di esaminare la struttura della tiroide e le sue dimensioni, evidenziando anche la presenza di noduli all'interno della ghiandola e che permette di distinguere le cisti da noduli solidi.
L'esame ecografico utilizza ultrasuoni (onde sonore) emessi da una speciale sonda fatta muovere sulla pelle del paziente. Attraverso l'utilizzo di un gel conduttore, che viene applicato sia sulla cute che sulla sonda, è possibile visualizzare organi, ghiandole e strutture sottocutanee, come noduli o tumori, direttamente su un monitor.
L'esame non è invasivo, è indolore e ha una durata breve, circa 10 minuti, anche se questo tempo può variare a seconda del quesito diagnostico e non richiede alcuna preparazione particolare. Al momento di sostenere l'esame basterà rimuovere eventuali oggetti metallici portati al collo e posizionarsi sul lettino con il collo in iperestensione e lo sguardo rivolto all'indietro.
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